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ANELLO DI MONTEROSSO

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Periodo Consigliato:

tutto l’anno, eccetto le giornate più calde.

Durata del percorso:

3h

Caratteristiche:

panoramico, culturale (interessante per la cultura dei vigneti), storico-architettonico (borghi di Manarola e Corniglia, santuario di Volastra).

All’estremità nord-occidentale del Parco, tra Monterosso al Mare e Levanto, il promontorio di Punta Mesco offre uno degli ambienti più spettacolari del Levante ligure. Il sentiero che lo raggiunge da Monterosso e prosegue su un panoramico crinale verso il Montenegro e la Colla di Gritta permette di passare dal paesaggio costiero delle Cinque Terre a quello boscoso dell’interno. Prima di ridiscendere alla costa si tocca il Santuario della Madonna di Soviore, antico luogo di culto affacciato su uno splendido panorama.

Accesso e punto di partenza

L’itinerario che conduce a Punta Mesco inizia dalla spiaggia di Fegina, nella parte occidentale di Monterosso, oltre il posteggio realizzato nell’ex-campo sportivo.Si inizia a salire tra le case, si incrocia una stradina a tornanti, poi si continua in un ripido vallone. Alla fine di questo tratto, che è il più̀ faticoso dell’anello, si sale a mezza costa fino a un bivio; tenendosi a sinistra al bivio, in pochi minuti, si raggiungono le rovine del faro e dell’eremo quattrocentesco di Sant’Antonio (restano parte delle mura, il portale gotico e la base del campanile) che sorgono alla sommità di

Punta Mesco (319m/1h15’)

Il promontorio offre un magnifico panorama sulle Cinque Terre e sul mare. Nelle giornate di tramontana si può avvistare la Corsica. Tornati al bivio si lascia a sinistra il sentiero che segue la costa in direzione di Levanto e si inizia a salire seguendo il segnavia n. 1, che percorre l’intero crinale che chiude le Cinque Terre fino al Telegrafo e a Campiglia. Il sentiero segue la Cresta di Sant’Antonio, passa dall’uno all’altro versante, poi raggiunge un bivio da cui si devia a sinistra fino alla cima del

Monte Vè (o Focone, 486m/1h45’)

straordinario belvedere. Un ripetitore deturpa un po’ lo scenario. Dal Monte Vè il sentiero scende sul crinale fino a una sella (360m) dove si lasciano a sinistra due percorsi segnati per Levanto. Poi risale al Monte Rossini (443m) e al Monte Mulinelli (465m), due modesti cocuzzoli rivestiti da una fitta pineta, che offrono magnifici panorami in tutte le direzioni. Una discesa più̀ marcata porta al valico della

Colla di Gritta (310m/2h45’)

dove si incrocia la strada che collega Monterosso con Levanto e la A12. Dalla Colla di Gritta si segue la tranquilla stradina asfaltata che sale a mezza costa in direzione di Soviore. Il percorso, affiancato a valle da robinie e a monte da pini marittimi, traversa vari valloni secondari e raggiunge il santuario della

Madonna di Soviore (477m/3h15’)

L’ombroso piazzale e il ristorante del complesso consentono una piacevole sosta. Dall’angolo del piazzale del santuario, il sentiero per Monterosso (segnavia n. 9) segue le stazioni della Via Crucis, tocca la cappella seicentesca della Maddalena e continua tra i pini fino a incrociare la statale 370. Si riparte tra bosco e coltivi, si superano vari tratti in cui il sentiero ha il fondo in cemento e si entra in un bosco misto di leccio, pino marittimo e castagno. Poco più ̀ in basso si raggiungono le prime case di Monterosso. Per via Roma si raggiungono la chiesa parrocchiale e la spiaggia. Per tornare alla stazione e al posteggio occorre traversare il tunnel che separa il centro da Fegina. Da Soviore occorrono tre quarti d’ora.


MONTEROSSO – VERNAZZA – CORNIGLIA

Periodo Consigliato:

Tutto l’anno, eccetto le giornate più calde.

Durata del percorso:

2h 45’

Caratteristiche:

panoramico, paesaggistico, ambientale-botanico (fichi d’india, ulivi, macchia mediterranea), storico architettonico (borghi di Monterosso, Vernazza in particolare e Corniglia) e culturale (Montale e Monterosso).

Il magnifico “Sentiero Azzurro”, che collega Monterosso con Riomaggiore (e prosegue a nord verso Punta Mesco e Levanto e a sud verso Campiglia e Portovenere) è il sentiero costiero più frequentato della Liguria e probabilmente d’Italia. Oltre a bellissimi panorami sulla costa, sui paesi e sul mare, offre l’incontro con i muri a secco, le vigne, le monorotaie e le altre tracce dell’antica civiltà agricola delle Cinque Terre. Anche se celebre e frequentato, soprattutto nella prima parte, il Sentiero Azzurro include ripidi strappi e tratti che possono essere scivolosi. Delle calzature adatte sono indispensabili.

Accesso e punto di partenza

Dal posteggio nell’ex-campo sportivo o dalla stazione ferroviaria di Monterosso, si segue il lungomare verso sud, per poi salire per un viottolo a mezza costa. Aggirato l’albergo Porto Roca si inizia a salire più decisamente seguendo il segnavia n. 2. Una serie di ripide gradinate porta a un profondo vallone, oltre il quale si prosegue a mezza costa tra i 150 e i 200 metri sul livello del mare. Traversati il Fosso dell’Acquapendente e il Fosso del Molinaro si entra nella zona più spettacolare e caratteristica del percorso, dove il sentiero corre per lunghi tratti sui muretti a secco. Traversata una zona rocciosa che include qualche passaggio un po’ aereo (attenzione!) si scende in direzione di Vernazza tra vigneti aggrappati al pendio. Nell’ultimo tratto il sentiero si affaccia sul borgo, il porto e il castello che offrono da qui il loro aspetto più spettacolare. Giunti a

Vernazza (1h30’)

meritano una sosta il porto, le rovine del castello e la parrocchiale di Santa Margherita di Antiochia, del 1318. L’itinerario che conduce a Corniglia riprende a salire dal centro di Vernazza, si affaccia sul castello e prosegue traversando un ripido pendio franoso e affacciandosi sulle scogliere di Punta Palma. Un percorso più̀ dolce, tra gli oliveti, porta a incrociare due volte la strada. Una discesa conduce al centro storico di

Corniglia (2h30’)

che si affaccia sulla costa delle Cinque Terre dai suoi 97 metri di quota. Il monumento più̀ interessante è la parrocchiale di San Pietro, edificata nel 1334 sui resti di una cappella del secolo XI. Per scendere dal paese alla stazione di Corniglia occorre un altro quarto d’ora.

Da Levanto a Monterosso

Le vere e proprie Cinque Terre iniziano a Monterosso, ma molti escursionisti si mettono in cammino da Levanto. Il sentiero inizia nei pressi del castello, sale tra pinete e villini, si affaccia sulle scogliere del Semaforo e lascia il posto alla comoda mulattiera a mezza costa che raggiunge il confine del Parco e il bivio per la Punta del Mesco (319 metri), che si raggiunge con una breve deviazione e dove sono le rovine del faro e dell’eremo di Sant’Antonio. Una ripida discesa porta, in due ore e un quarto totali, a Monterosso.


CORNIGLIA – MANAROLA – RIOMAGGIORE

Periodo Consigliato:

Tutto l’anno, eccetto le giornate più calde.

Durata del percorso:

1h 30’

Caratteristiche:

paesaggistico, “romantico”, storico-architettonico (borghi di Corniglia, Manarola e Riomaggiore).

NOTA IMPORTANTE

Ad oggi (Marzo 2016), il sentiero azzurro è chiuso fra Vernazza e Riomaggiore a causa di numerose frane che hanno gravemente danneggiato il sentiero. Quasi certamente il sentiero rimarrà chiuso per l’intera stagione turistica 2016. Come percorso di trekking alternativo per raggiungere Riomaggiore vi consigliamo il percorso Corniglia->Volastra sul sentiero 6/D Volastra->Manarola sul sentiero 6 Manarola->Riomaggiore sul sentiero Beccara, che passa attraverso un colle ad un’altezza di 200 m sopra la Via dell’Amore per arrivare a Riomaggiore. Tempo totale di percorrenza 180 min.

A mezzogiorno di Corniglia e della sua celebre spiaggia di ciottoli (lo Spiaggione), il sentiero costiero delle Cinque Terre prosegue senza dislivelli fino al borgo marinaro di Manarola. La galleria che conduce alla stazione ferroviaria permette di proseguire lungo la celeberrima Via dell’Amore, che taglia a mezza costa la scogliera fino a Riomaggiore. I dislivelli meno marcati e il terreno più comodo rispetto al tratto precedente fanno sì che questa parte della traversata sia accessibile anche a escursionisti meno allenati. La Via dell’Amore, invece, è alla portata anche dei visitatori più pigri.

Accesso e punto di partenza

Dal centro storico di Corniglia, una scalinata quasi ininterrotta porta alla stazione ferroviaria e alla costa. Si continua per quasi un chilometro camminando sui ciottoli dello Spiaggione di Corniglia, molto apprezzato in estate dai bagnanti. Poi si riprende a salire a mezza costa, ai piedi dei ripidi pendii che sorreggono Volastra. Aggirato il promontorio di Punta Buonfiglio ci si affaccia all’improvviso su

Manarola (1h)

borgo d’impronta medievale costruito alla foce del torrente Volastra. Il monumento più interessante è la parrocchiale della Natività di Maria Vergine (o di San Lorenzo), del 1338. Merita una sosta anche il piccolo museo dedicato al vino e allo sciacchetrà. Dal centro, un tunnel percorribile solo a piedi e utilizzato periodicamente per mostre conduce alla stazione e all’inizio della Via dell’Amore.
Dalla stazione di Manarola, delle ripide scale portano al tratto più̀ noto del sentiero delle Cinque Terre. È la Via dell’Amore, il comodo viottolo attrezzato con ringhiere e panchine, scavato in una scogliera quasi verticale, che permette di raggiungere con una breve passeggiata Riomaggiore, la più orientale delle Cinque Terre. Lungo il percorso sono un bar-ristorante gestito dal Parco e un tunnel nel quale molti visitatori lasciano scritte e graffiti. Un ultimo, bellissimo tratto che taglia spettacolari scogliere di arenaria porta a

Riomaggiore (1h30’)

Il paese ha preso il suo nome dal rio Maior, allo sbocco della cui valle è stato costruito. Il monumento più interessante è la chiesa di San Giovanni Battista, consacrata nel 1340. All’interno sono un bel crocifisso ligneo, delle notevoli tele e un organo del 1851.

Campiglia, il Muzzerone e Portovenere

Molti escursionisti proseguono la loro traversata oltre Riomaggiore. Il sentiero sale ripido fino al Santuario di Montenero, continua più dolcemente fino al Telegrafo (dove ci sono un ristorante e un punto informativo del Parco) e continua tra i boschi del crinale in direzione di Campiglia. Qui si esce dall’area protetta, si costeggiano le impressionanti pareti calcaree del Muzzerone e si affronta la discesa finale verso Portovenere. Da Riomaggiore occorrono quattro o cinque ore di cammino.


ANELLO DI VOLASTRA

Periodo Consigliato:

tutto l’anno, eccetto le giornate più calde.

Durata del percorso:

3h

Caratteristiche:

panoramico, culturale (interessante per la cultura dei vigneti), storico-architettonico (borghi di Manarola e Corniglia, santuario di Volastra).

Il borgo medievale di Volastra, a picco sulla costa che separa Manarola da Corniglia, offre magnifici panorami e una piacevole atmosfera campestre. Quasi abbandonato negli anni Ottanta e Novanta, è stato rivitalizzato dalla nascita di alcune strutture ricettive realizzate dai privati e dal Parco. L’itinerario, che coincide nel tratto centrale con la Via dei Santuari e in quello finale con il Sentiero Azzurro, ha grande interesse panoramico e permette di traversare alcuni dei vigneti più spettacolari della zona. Con una breve variante è possibile visitare la Cantina Sociale delle Cinque Terre.

Accesso e punto di partenza

L’itinerario che sale a Volastra inizia dal centro e dal porticciolo di Manarola. Chi arriva in treno deve per prima cosa percorrere il tunnel che collega la stazione ferroviaria al paese. In tutti i casi si percorre via Roma, si esce dall’abitato e si continua nella valle del rio Groppo, tra vigneti e orti, superando un vecchio ponticello in pietra e seguendo il segnavia n. 6. Si segue per un tratto la strada, si continua per una scalinata e si raggiunge un bivio. Tenendosi a sinistra si sale ancora tra i vigneti, poi si esce sull’ampio crinale che conduce a

Volastra (334m/1h)

Dal bivio ci si può̀ anche tenere a destra, e salire a Volastra per la strada toccando Groppo e la Cantina Sociale delle Cinque Terre. Occorre qualche minuto di più̀. Il centro storico di Volastra (l’antica Vicus oleaster, il “borgo degli ulivi”) offre una piacevole sosta. Nel punto più alto dell’abitato è il santuario di Nostra Signora della Salute. Proprio di fronte alla chiesa si imbocca il sentiero a mezza costa, indicato dal segnavia 6d, che corre tra le vigne poco più̀ in basso della strada e offre un bellissimo panorama su Corniglia e la costa. Superato il piccolo borgo di Porciano (367 metri), a monte del quale c’è un vigneto sperimentale della Regione Liguria, si entra nel profondo vallone del Rio Molinello, che scende verso la stazione di Corniglia traversando un bosco di castagno, pino marittimo e leccio. Più avanti si attraversa il rio, si passa presso la Casa Pianca (o la Bianca) che ospita il Centro di Turismo Equestre del Parco e si esce su un dosso da cui appaiono Corniglia e la costa. Traversati altri vigneti si è a un bivio, dove si piega a sinistra seguendo il segnavia n.7a. Una discesa tra uliveti in buona parte abbandonati porta, superando alcune gradinate di pietra, all’ingresso di

Corniglia (97m/2h)

dopo una sosta nell’interessate centro storico, si scende la lunga scalinata che porta alla stazione ferroviaria e alla costa. Si continua per quasi un chilometro camminando sui ciottoli dello Spiaggione, molto apprezzato in estate dai bagnanti, poi si riprende a salire a mezza costa ai piedi dei ripidi pendii che sorreggono Volastra. Aggirato il promontorio di Punta Buonfiglio ci si affaccia all’improvviso su Manarola, che si raggiunge in un’ora da Corniglia.


LA VIA DEI SANTUARI

Periodo Consigliato:

tutto l’anno, eccetto le giornate più calde.

Durata del percorso:

8h (più il Sentiero Azzurro)

Caratteristiche:

panoramico-botanico-storico-architettonico (per via dei santuari che sovrastano i borghi delle Cinque Terre). Dalle prime alture dell’entroterra, cinque antichi santuari sorvegliano i centri della costa. Qui, da secoli, le genti delle Cinque Terre salgono a raccogliersi in preghiera. L’itinerario a mezza costa che collega tra loro questi luoghi di culto è un vero e proprio trekking che richiede due giorni e offre incontri con la storia e splendidi panorami. Percorrendo all’andata il Sentiero Azzurro (attualmente chiuso in più tratti tra Riomaggiore e Vernazza, si consigliano le alternative già segnalate) , e tornando indietro per il Sentiero dei Santuari si ottiene un anello di eccezionale fascino. Si può abbreviare l’itinerario iniziando da Manarola o Volastra, raggiungibile in bus da Riomaggiore.

Dalle prime alture dell’entroterra, cinque antichi santuari sorvegliano i centri della costa. Qui, da secoli, le genti delle Cinque Terre salgono a raccogliersi in preghiera. L’itinerario a mezza costa che collega tra loro questi luoghi di culto è un vero e proprio trekking che richiede due giorni e offre incontri con la storia e splendidi panorami. Percorrendo all’andata il Sentiero Azzurro (attualmente chiuso in più tratti tra Riomaggiore e Vernazza, si consigliano le alternative già segnalate) , e tornando indietro per il Sentiero dei Santuari si ottiene un anello di eccezionale fascino. Si può abbreviare l’itinerario iniziando da Manarola o Volastra, raggiungibile in bus da Riomaggiore.

Accesso e punto di partenza

L’itinerario che sale da Riomaggiore al santuario di Montenero coincide con l’antico sentiero (il segnavia è il n. 3) che conduce verso il Telegrafo e Portovenere. Traversato in salita il paese di Riomaggiore si sale in un ripido vallone, si passa sotto alla strada per Manarola e si obliqua a destra fino al

Santuario di Montenero (354m/1h15’)

affiancato da una foresteria gestita dal Parco. Dal santuario, una breve salita a mezza costa porta a una stradina che si segue a mezza costa verso nord. Un lungo e panoramico percorso consente di superare i crinali e i valloni che scendono alla costa e di raggiungere il borgo medievale di Volastra e il

Santuario di Ns. Signora della Salute (334m/3h15’)

Accanto al santuario di Volastra si imbocca il sentiero a mezza costa, indicato dal segnavia 6d, che corre tra le vigne offrendo un bel panorama su Corniglia e la costa. Superata Porciano (367 metri) si traversa il vallone del Rio Molinello, si tocca la Casa Pianca (o Bianca) che ospita il Centro di Turismo Equestre del Parco, si lascia a sinistra un sentiero per Corniglia e si risbuca sull’asfalto. Si continua per un chilometro e mezzo sulla strada, circondata da pinete e percorsa da scarso traffico. Poi un sentiero sulla sinistra conduce al borgo e al

Santuario di San Bernardino (374m/4h45’)

Da San Bernardino un bel sentiero a mezza costa (segnavia 8a) raggiunge le case di Murro, scende a traversare il Rio di Vernazza, poi continua traversando altri corsi d’acqua secondari. Un breve tratto sulla strada porta al

Santuario della Madonna di Reggio (350m/5h45’)

che una ripida stradina collega alla sottostante Vernazza. Si riparte sulla strada asfaltata, alla prima curva la si lascia e si continua sul sentiero (segnavia 8b) che taglia i ripidi pendii a picco sulla costa tra Vernazza e Monterosso. Aggirati due crinali che offrono straordinari panorami si traversa il Fosso Molinaro e si sale fino alla strada che proviene da Pignone. La si segue per quasi un chilometro, poi si scende a sinistra al

Santuario della Madonna di Soviore (477m/7h15’)

L’ombroso piazzale e il ristorante consentono una pia- cevole sosta.
Dal santuario, il sentiero per Monterosso (segnavia n. 9) segue le stazioni della Via Crucis, tocca la cappella seicentesca della Maddalena e incrocia la statale 370. Si riparte tra bosco e coltivi, si superano vari tratti in cui il sentiero ha il fondo in cemento e si entra in un bosco misto di leccio pino marittimo e castagno. Più in basso si raggiungono le prime case di Monterosso. Per via Roma si raggiungono la parrocchiale e la spiaggia. Per raggiungere la stazione e il posteggio occorre traversare il tunnel che separa il centro da Fegina. Occorrono, dalla Madonna di Soviore, tre quarti d’ora.


TRAMONTI – CAMPIGLIA – TELEGRAFO

Periodo Consigliato:

tutto l’anno, eccetto le giornate più calde.

Durata del percorso:

8h (più il Sentiero Azzurro)

Caratteristiche:

panoramico-botanico-storico-architettonico (per via dei santuari che sovrastano i borghi delle Cinque Terre).

All’estremità sud-orientale del Parco due ambienti vicini ma molto diversi tra loro permettono di realizzare un itinerario di grande fascino. Se il largo crinale che unisce il Telegrafo a Campiglia offre una comoda passeggiata a piedi o in mountain-bike, i ripidissimi pendii dove sorgono i nuclei sparsi di Tramonti dimostrano ancora una volta la capacità dell’uomo di insediarsi sui terreni più difficili delle Cinque Terre.

Accesso e punto di partenza

L’itinerario inizia all’uscita (versante di Riomaggiore) della galleria Biassa con la quale la statale 370 che proviene dalla Spezia supera il crinale che chiude le Cinque Terre. Qui sono in funzione un Centro Accoglienza del Parco e un bar per una sosta ristoro. Oltre che in auto la zona può essere raggiunta in bus da Riomaggiore e dal capoluogo. Accanto al Centro Accoglienza (299m) una strada a mezza costa chiusa ai veicoli non autorizzati e indicata dal segnavia 4b conduce in breve al posteggio di Fossola, il più accessibile dei piccoli nuclei che formano l’abitato di Tramonti. Accanto al posteggio passa una delle ripide e impressionanti scalinate che collegano gli insediamenti della zona. La si segue in discesa (segnavia 4c) per qualche centinaio di metri, al primo bivio si va a sinistra e si continua a mezza costa (ancora segnavia 4b), su terreno ripido, fino a raggiungere una seconda scalinata. Seguendola in discesa si giunge a

Monesteroli (80m/45)

Risaliti per la scalinata fino al bivio, si riprende a traversare entrando in un profondo vallone raggiungendo la bella Fontana di Nozzano (344m), costruita dall’esercito napoleonico, e raggiungendo una stradina. Senza scendere all’abitato di Schiara si continua tra le vigne e si sale dolcemente fino a

Campiglia (400m/2h)

sul crinale che separa le Cinque Terre dal Golfo della Spezia. Merita una sosta la chiesa di Santa Caterina. Per Campiglia passa il sentiero n.1, che collega Levanto con Portovenere seguendo la cresta che chiude le Cinque Terre. Lo si segue verso nord sul crinale, tra querce e pini marittimi, con belle aperture panoramiche verso le Alpi Apuane, l’Appennino e La Spezia. Dopo un tratto su un sentiero in salita si sbuca su una stradina e la si segue in discesa verso la chiesetta di Sant’Antonio e il vicino bar. Proseguendo in una fitta pineta si raggiunge il valico del

Telegrafo (513m/3h15’)

dove sono un ristorante e un Punto Informazioni del Parco. Per tornare alla Galleria Biassa occorre seguire un ripido sentiero che si abbassa nel bosco, tocca alcune case e riporta alla strada qualche centinaio di metri a valle del punto di partenza. È bene chiedere informazioni al Telegrafo sulle condizioni di questo sentiero. In alternativa si può seguire il sentiero (segnavia n.3) che si abbassa a mezza costa, con magnifici panorami, fino al Santuario della Madonna di Montenero (354 metri). Da qui si può scendere in breve alla statale o abbassarsi sul sentiero n. 3 fino a Riomaggiore. Occorrono rispettivamente tre quarti d’ora e un’ora e un quarto. Per tornare alla Galleria Biassa, in questo caso, conviene utilizzare il bus.